Pterophyllum scalare
Certamente lo Pterophyllum scalare ha contribuito, più di altri pesci, a fare proseliti, ed accrescere il numero di appassionati orientati a quel meraviglioso mondo che è l'acquario di acqua dolce.
Nobile esponente della famiglia dei Ciclidi americani, presenta interessanti caratteri morfologici: pur avendo il corpo leggermente più sviluppato in lunghezza, si estende però notevolmente in altezza con un conseguente sviluppo accentuato della pinna dorsale ed anale.
Sono pinne pressochè simmetriche, di forma triangolare, equamente dimensionate tra loro, e conferiscono a questo splendido pesce un aspetto regale.
Posizionate al di sotto delle piccole pinne pettorali, le pinne ventrali si estendono notevolmente in lunghezza sino a presentare un aspetto filiforme.
Posizionata su di un breve peduncolo, la pinna caudale, proporzionata al corpo e ben sviluppata, presenta due raggi esterni molto sottili.
Gli occhi dello scalare sono grandi, la bocca invece è di piccole dimensioni rispetto al corpo, caratterizzato da un rimarchevole appiattimento, che pur raggiungendo notevoli dimensioni di diametro (il suo corpo è in effetti discoidale) lo spessore non supera mai pochi millimetri.
La colorazione di base della livrea è di un grigio chiaro con riflessi argentei, anche se dopo notevoli incroci nell¡¯accoppiamento, si presentano negli acquari con molteplici colorazioni.
Il corpo è attraversato da una serie di bande scure, che risultano più appariscenti quando lo scalare assume una colorazione più intensa.
Il dimorfismo sessuale è inesistente, anche se alcuni sostengono che il maschio raggiunge, di poco, dimensioni maggiori della femmina.
Solo al momento della deposizione delle uova si distingue chiaramente la femmina, sotto il cui ventre fuoriesce l'ovidotto, un tubicino del diametro di 1 o 2 millimetri e 3-4 di lunghezza, attraverso il quale depone le uova.
Nel maschio si rende visibile al momento della fecondazione delle uova, l' organo riproduttore (papilla genitale), appuntito, di piccolissime dimensioni, più piccolo dell'ovidotto della femmina.
Quando si forma una coppia tra gli scalari, questa è destinata a durare per lungo tempo, essendo un pesce monogamo. Difficilmente accetta un partner imposto, ma ama invece avere la possibilità di compiere da se questa scelta, e sarà ben difficile dividere una coppia formatasi naturalmente.
Lo scalare raggiunge la maturità sessuale quando sarà sviluppato intorno ai 6-7 centimetri di lunghezza, ed il formarsi di una coppia sarà inequivocabile osservandone il comportamento.
Per questo è bene inserire nella vasca (nella quale lo scalare dovrà essere il protagonista dell¡¯acquario) un discreto numero di giovani esemplari.
Sarà così possibile lo spontaneo formarsi di almeno una coppia nel nostro acquario. Acquistare esemplari già adulti sarebbe da tenersi in considerazione solo nel caso si possa disporre di una coppia ben affiatata.
Lo scalare non può essere ovviamente allevato in vasche anguste e di piccole dimensioni; necessita di spazio per nuotare, raggiunge discrete dimensioni anche in cattività (in vasche di grandi dimensioni può raggiungere anche i 25 cm di diametro), ed acquari inferiori ai 40 cm di altezza non risultano adatti allo scalare.
Non lesiniamo mai sulle dimensioni di un acquario; se non possiamo permetterci vasche capienti, puntiamo allora su pesci che non raggiungano dimensioni come quelle dello scalare.
È un pesce piuttosto timido e diffidente agli inizi, ma non esiterà poi a dimostrarci la sua gratitudine attraverso un comportamento che ci regalerà soddisfazioni.
Personalmente, li ho allevati per anni, ed il vederli arrivare verso di me facendo sbucare la bocca oltre la superficie dell'acqua, quando davo loro il cibo, era sempre un'emozione.
Quando la coppia si era formata, quasi subito ha iniziato a deporre uova, quasi sempre sulle foglie di Echinodorus, delle belle foglie lanceolate di discrete dimensioni, ed in altre occasioni anche sulla parete del filtro, ampia e liscia, che a quanto pare era di loro gradimento.
Le prime volte che avveniva la deposizione, la coppia si prendeva cura delle uova, dividendosi equamente il lavoro, maschio e femmina. Il maschio era a guardia che altri pesci non si avvicinassero, la femmina usava le pinne pettorali per tenere le uova ben ventilate.
Queste prime volte però, qualcosa li disturbava, perchè mangiavano le uova prima della schiusa. Forse per il timore che altri pesci lo facessero, o forse perchè riscontravano nell'acquario dei parametri non pienamente soddisfacenti le loro esigenze.
Alla successiva deposizione, a malincuore rubai la foglia con le uova ai genitori, la sistemai in una piccola vaschetta con vicina la pietra porosa collegata ad un aeratore, e curai la schiusa delle uova e ne sortirono un generoso numero di avannotti.
Nel frattempo continuai a curare i parametri dell'acqua, cercando di dare il più possibile stabilità al ph.
Dalla successiva deposizione in poi, la coppia si è sempre presa cura dei piccoli, permettendo alle uova di schiudersi come in precedenza non avevano permesso accadesse.
Forse anche la coppia stessa doveva trovare il giusto affiatamento, non ho avuto la certezza di quale fosse il motivo che li portava a mangiare le uova che fino a pochi istanti prima curavano con meticolosa attenzione.
Pterophyllum scalare è un pesce meraviglioso, come tanti altri pesci un'esperienza da vivere.
Acqua leggermente acida, ph 6,5-6,8
tenera: 6-7 dgh
temperatura: 26-28 °C
sono parametri che indicativamente dovrebbe essere un buon approccio.
Una buona vegetazione con foglie anche grandi, discreto spazio che permetta allo scalare di poter, oltre che nuotare liberamente, compiere anche i repentini guizzi caratteristici nel nuoto, e potete essere spettatori partecipi di uno spettacolo senza eguali.
Convive tranquillamente con altri pesci (non scelti ovviamente a caso), anche ciclidi (apistogramma ad esempio), come accade in natura.
Purchè il protagonista dell'acquario rimanga lui.
Commenti
Ciao!
Ho un coppia di scalari che ha deposto le uova su una foglia, in un acquario di 100 litri, sono presenti altri pesci: 4 ramirezi, 3 corydoras.
Dite che devo prelevare la foglia con le uova per evitare che possano essere mangiate?!
Come devo fare?!
Ciao Mara.
Se è la prima volta che la coppia depone le uova, prova a lasciar fare a loro.
In genere, quando una coppia inizia a deporre uova, lo farà anche in futuro.
Se questa volta le uova dovessero venire mangiate, la prossima volta puoi procedere con il prelevare la foglia con le uova.
Dal momento che sono presenti altri pesci, è probabile che in qualche modo la coppia si senta disturbata, quindi anche solo per evitare che le uova possano essere cibo per gli altri, le mangerebbero loro stessi.
Però, se è la prima volta, ti consiglierei di vedere come si comportano.
Per prelevare la foglia con le uova, in futuro:
tagli la foglia (assicurati ovvimente che siano fecondate le uova) e la metti in una piccola vaschetta completamente spoglia;
collochi la foglia sul fondo con un sasso di modo che rimanga ferma, facendo bene attenzione alle uova;
inserisci una pietra porosa (collegata ad un areatore) nella vaschetta di modo che faccia muovere, senza eccedere, la foglia in maniera che le uova siano ventilate, così si evita che possano ammuffire.
Poi non c'è che da aspettare... in 24/36 ore circa la schiusa delle uova avviene e gli avannotti (davvero minuscoli...) iniziano a nuotare.
Facci sapere!
Salve, ho una coppia di scalari, uno argento e uno variegato, ho notato che da un paio di giorni quello argento che è il più grande in dimensioni, ha i lunghi baffi sottostanti dimezzati. Per quale motivo si sono spezzati? Secondo voi?
RetisFaber 07/11/2008 12:17:51 ▲
Ciao Antonio,
i baffi (!!!) sono le pinne ventrali, che si estendono in lunghezza fino ad avere un aspetto filiforme.
Ho capito benissimo a cosa ti riferisci, precisazione a parte.
Perchè dici pinne dimezzate? Presumo le avesse lunghe, poi ti sei accorto che non erano più così?
Ci sono altri pesci in acquario che possono dare fastidio? Che mordono, piccole scaramucce, etc?
Posso pensare solo a questo.
Fammi sapere.
Ciao a tutti, ho notato che le uova questa mattina erano diminuite (a me sembrava così!!!) e dico la verità, per il desiderio di avere dei piccoli pesci, ho tagliato la foglia come suggerito e l'ho messa in una piccola vaschetta da 20 litri, tutta in vetro, ho messo un termoriscaldatore, la pietra porosa, e la foglia è ferma sul fondo con un pezzo di legno.
A che temeperatura devo tenere l'acqua?
Grazie!!!
RetisFaber 07/11/2008 12:26:13 ▲
Ciao Mara,
l'acqua a 27 - 28 gradi C va benissimo.
Ti ringrazio e scusa l'ignoranza, è da poco che ho l'acquario con gli scalari. Comunque , "le pinne ventrali con l'aspetto filiforme" erano circa 15cm e adesso sono entrambe 5-6cm, con loro convivono 7 plati e un guppy, e 1 combattente alquanto schivo e timido, non potrebbe trattarsi di qualcosa di fisiologico?
RetisFaber 07/11/2008 19:13:15 ▲
Ciao Antonio,
non c'è assolutamente nulla di cui ti debba scusare, poi la definizione baffi è parecchio simpatica ed usata.
Forse (ipotizzo) i Platy qualche scaramuccia la possono avere avuta con lo Scalare.
Sono piuttosto vivaci, può essere.
Se il pesce è sano è probabile che altri abbiano mordicchiato le sue pinne.
Il Betta Splendens assolutamente (sarebbe la prima volta che lo sento), è ultrapacifico con gli altri pesci.
Se il pesce è sano, nuota correttamente, mangia con appetito, non credo si tratti di malattia.
Solitamente le malattie che attaccano la pelle e le pinne, si manifestano non solo sulle ventrali, con una sorta di sfrangiamento delle pinne stesse, piccoli batuffoli a mo' di ovatta, etc.
Ma ripeto, non solo sulle pinne.
Risulta piuttosto frequente che le pinne degli Scalari possano essere morsicate da pesci più vivaci.
Lo Scalare, seppur capace di guizzi repentini quando gli girano, quando viene infastidito, è un pesce timido, non ama (più di altri) essere infastidito, da pesci che, pur non volendo fargli male (usano la bocca come noi le mani), procurano fastidio, le pinne morsicate sono una cosa piuttosto frequente.
Assicurati che il pesce sia sano, e se avesti la possibilità di spostare, almeno momentaneamente, i Platy.
Così potresti stabilire se sono loro (in tal caso la convivenza è da rivalutare), oppure no.
Non ho mai sentito personalmente di patologie che attaccano solo le pinne ventrali.
Fammi sapere, perchè mi interessa!
I platy sono vivaci ma ormai convivono con lui da quasi 8 mesi, è possibile che solo adesso si siano ricordati di essere aggressivi?
Ho notato che ha tutte le punte anche delle altre pinne spuntate rispetto all'altro scalare che invece è perfetto. Il mio dubbio ora sta sorgendo su un piccolissimo pescetto rosa chiamato confetto, che per la gioia della mia sorellina che me lo a regalato, da poco nuota spavaldo tra tutti e insegue i filetti di escrementi dei Plati.
Se è stato lui ti giuro lo friggo. Ciao e grazie delle risposte, sono esaustive.
RetisFaber 07/11/2008 20:56:37 ▲
Poverino, non c'è bisogno di friggerlo...
scherzi a parte, i Platy non sono aggressivi, vivaci, magari è solo un modo (un po' eccessivo) di comunicare, per loro.
Pesce confetto: probabilmente ti riferisci ad un caracide che conosco come Tetra color... ho letto (ma non posso confermare) che sgranocchia anche le pinne, ed è fastidioso specialmente di pesci più piccoli di lui (non che sia grande), comunque il pacifico essere dello scalare può averlo indotto a morsicargli le pinne.
Comunque sia non friggerlo!
Prova a spostarlo, visto che è solo uno: si inizia ad andare per esclusione.
Se il pesce (lo Scalare) è sano, ed evidentemente bonaccione, continui morsi alle sue pinne potrebbero davvero trasformarsi in malattia, potrebbe crearsi un'infezione.
Prova a spostare il confettino!
Mettilo in una piccola vaschetta per la tua sorellina!
Fammi sapere.
Si sono schiude le uova!!!
Sono piccolissimi!!!
Cosa è meglio dare come cibo?
E le uova non acora schiuse?!
Sono contentissima!!!
RetisFaber 08/11/2008 10:43:28 ▲
Ciao Mara,
mi fa piacere, è una bella soddisfazione vedere i pesci che riescono nella riproduzione.
Io agli avannotti somministravo semplicemente mangime finemente triturato, e vitamine (come agli altri pesci del resto) in gocce mescolate al cibo.
Per le uova che non si sono schiuse credo non si possa fare nulla: o si schiudono da loro, oppure sono destinate ad ammuffire.
Tieni conto che, non essendo stati gestiti dai genitori è normale perderne qualcuna.
L'areatore fa molto, ma non può essere paragonato all'amorevole comportamento dei genitori, specialmente della madre, che cura le uova spostandole se il caso, le prende in bocca poi le risputa in altra posizione, tenendole costantemente ventilate.
Comunque devi essere contenta.
Vedrai tra poche settimane, gli avannotti saranno dei veri e propri scalari in miniatura, uno spettacolo!!!
Dopo tanti tentativi sono riuscito a mettere in sala parto (opportunamente modificata) una ventina di piccoli scalari, dopo una settimana stanno morendo tutti. Come vanno alimentati i piccoli degli scalari c'è un preparato in commercio?
Fatemi sapere.
RetisFaber 11/11/2008 21:01:36 ▲
Ciao Rocco,
in commercio c'è di tutto e di più.
Io ho semplicemente somministrato mangime liofilizzato triturato finemente, con le mani (e dei guanti in lattice) l'ho sminuzzato.
Li vedi quando mangiano, anche se piccoli.
La vasca parto opportunamente modificata: sei sicuro che non esistano piccolissimi interstizi dove si possano infilare?
La curiosità li spinge ad esplorare anche le più piccole cavità, o fessure che trovano, talvolta entrano e minuscoli come sono non ne escono più.
Hai compreso il perchè continuano a morire?
Fammi sapere.
Ciao, mi sto accorgendo che il mio scalare ha una specie di screpolatura su tutta la testa, e inoltre mangia pochissimo, però è attivo nei movimenti, cosa può essere?
RetisFaber 12/11/2008 14:29:45 ▲
Ciao Antonio,
se mangia pochissimo non è buon segno.
Può trattarsi di infezione se noti la pelle rovinata.
Di quale infezione non so perchè si dovrebbe vedere il pesce per capire.
Prova a dare un'occhiata a questi links per vedere se trovi indicazioni:
Le malattie dei pesci
Le malattie e le loro cure
Malattie scalare
Ciao a tutti,
vorrei sapere: avendo 1 Scalare e dei neon, più altri pesci, è possibile che lo scalare si mangia i neon e anche altri pesci piccoli che non mi ricordo il nome, posso sapere il perchè, grazie.
Acquario 04/01/2009 13:50:03 ▲
Ciao Mario,
come si dice... pesce grosso mangia pesce piccolo...
non è indole dello Scalare dare fastidio, però il modo di nuotare vivace del neon, a scatti, può infastidire lo scalare che, se si sente da questo disturbato, non impiega molto ad avere la meglio e fargli capire CHI comanda.
È sempre bene allevare pesci che, anche come taglia, si equivalgano, o che siano comunque capaci di tenersi testa l'un l'altro in casi di scaramucce.
Se lo scalare si sente infastidito da un paritaglia (parlo comunque di pesci di compatibile convivenza), il tutto si limita a qualche schermaglia.
Ma se lo scalare si arrabbia con un neon, o con un pesce di parecchio più piccolo, ciò che potrebbe essere una scaramuccia per un altro pesce, può essere letale per un pesce piccolo come il neon.
Mi auguro di esserti stato d'aiuto.
Antonio.
Salve,
vorrei allevare e far riprodurre Scalari, ne ho comprati 5 e me ne sono già morti 3, ne sono rimasti 2; riesco a formare una coppia?
Il primo mi è morto a causa mia, il 2 appena ho inseriti i 3 però non appena inseriti i 3 esemplari appena acquistati.
Ciao scalari, ti diamo il nostro benvenuto.
Non ho ben capito la sequenza di quanto hai scritto, ho ben chiaro però (sempre da quanto tu scrivi) che i pesci nella tua vasca muoiono.
Perchè?!!!
Prima di inserire qualsiasi altro esemplare DEVI comprendere e risolvere il problema: altrimenti tutto è inutile.
Il modo giusto per formare una coppia era quello che avevi adottato tu: inserire nell'acquario un discreto numero di GIOVANI esemplari, solitamente (visto nel tuo caso il numero 5 pari ai pesci inseriti) almeno una coppia si forma da sé.
Far formare le coppie è il problema minore...
devi comprendere perchè i pesci sono mprti, affinché tu lo possa evitare in futuro.
Sempre che i pesci non siano stati acquistati già ammalati.
C'è da stabilire la causa.
A presto.
Roberto.
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